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In vino veritas (la verità sta nel vino). (Plinio il Vecchio)

Gita in Trentino Alto Adige

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Una splendida giornata estiva è stata la cornice della gita AIES in Trentino Alto Adige del 15 giugno u.s. Partenza all’alba per un gruppo di sommelier o aspiranti sommelier che in controtendenza, invece che dirigersi verso le spiagge assolate, come molti altri in questo periodo, decide di andare a visitare due importanti realtà del panorama enologico trentino ed altoatesino.

Prima tappa lungo la Valle dei Laghi, a due passi da Trento, dove visitiamo l’azienda agricola Francesco Poli guidati dal responsabile dell’azienda Alessandro Poli. Giro tra i vigneti di nosiola, allevati a pergola trentina, situati sulla sponda del lago di Santa Massenza dove Alessandro già da alcuni anni segue i principi della biodinamica ed infine visita della cantina, con la particolarità del locale utilizzato per l’appassimento delle uve. Qui su graticci (o arele) vengono posti i grappoli di nosiola dal tempo della vendemmia fino alla primavera. Durante questi mesi sotto costante ventilazione per opera dell’”ora del Garda”, vento che soffia dal vicino lago di Garda, gli acini vengono attaccati dalla botrytis cinerea o muffa nobile e in prossimità della Settimana Santa (da qui il nome) avviene la vinificazione del celebre Vino Santo Trentino, ora Presidio Slow Food. Ultima particolarità dell’azienda è anche la presenza di un impianto di distillazione per la produzione della grappa.

Al termine della visita ci attende direttamente in cantina un buffet a base di specialità trentine, come la carne salada, il tutto accompagnato dalla degustazione dei vini dell’azienda. Siamo partiti con un assaggio in anteprima di una nosiola rifermentata in bottiglia e non ancora in commercio, poi sempre nosiola nelle versioni frizzante e ferma, per poi passare al Massenza rosso prodotto con il vitigno autoctono Rebo, al lagrein ed infine al Vino Santo 2001. Quest’ultimo è un capolavoro tra i passiti, dolce ma non stucchevole, sorretto da notevole acidità, al naso ed al palato sprigiona i più variegati sentori come miele, frutta secca, fichi ed un’elegante nota dovuta alla botrytis, in bocca è morbido, vellutato, ben strutturato, ma soprattutto fresco. Gli ultimi assaggi sono riservati a due grappe di nosiola, una base ed una invecchiata.

Dopo aver ringraziato Alessandro, la moglie e i figli per l’accoglienza riservataci partiamo alla volta di Montagna, sulla sponda sinistra della Valle dell’Adige, lungo la statale che conduce alla Val di Fiemme e alla Val di Fassa. Lì troviamo ad attenderci Franz Haas, vignaiolo alto atesino celebre soprattutto per la produzione del pinot nero. Senza perdere tempo ci porta subito a 1150 m per mostrarci il suo nuovo vigneto sperimentale, uno dei più alti d’Europa, dove sul versante esposto a mezzogiorno che domina tutta la valle ha impiantato prevalentemente barbatelle di pinot nero, ma non solo, per studiare come si comportano le viti a quelle altitudini. Franz Haas è un vignaiolo alla continua ricerca della perfezione, quindi continuando a sperimentare, vuole arrivare a produrre il migliore pinot nero possibile su quei terreni che arrivi a competere con i migliori prodotti in Borgogna. Dopodiché siamo ritornati a valle per la visita alla cantina, un gioiello di moderna tecnologia, dove si rimane colpiti soprattutto dalla barricaia per il gran numero di barrique presenti, solo quelle riservate al pinot nero sono circa 350.

Arriviamo quindi al momento tanto atteso della degustazione dei vini aziendali. Partiamo con il pinot bianco 2012, per passare al Manna 2011, dedicato alla moglie di Franz Maria Luisa Manna, assemblaggio di riesling, chardonnay, traminer e sauvignon; al naso prevalgono le note di sauvignon, mentre in bocca colpisce la morbidezza del traminer e dello chardonnay, senza dubbio si tratta di una delle migliori cuvée di vini bianchi altoatesini, che riesce a riassumere nell’assaggio le migliori caratteristiche di ogni vitigno utilizzato per la sua realizzazione. Siamo quindi passati ai rossi con la schiava 2012, il lagrein 2011 ed il pinot nero 2011. Ultimo assaggio riservato al moscato rosa 2011, passito di moscato dal caratteristico profumo di rosa e dalla dolcezza elegante ma non invadente.

Dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito con Franz Haas ed i suoi collaboratori/familiari siamo ripartiti alla volta di Bologna più ricchi di conoscenze in ambito enologico, c’è sempre da imparare visitando un’azienda vitivinicola direttamente con il vignaiolo, ma soprattutto con il pullman “carico” di bottiglie di vino!!