| | La bella iniziativa di questo fine inverno, cioè la serata che abbiamo fatto dedicata ai 3 bicchieri del Gambero Rosso, ha lasciato strascichi… strascichi positivi… amici contatti e soprattutto opportunità di stare insieme. | | |
L’amicizia che ci lega a Maurizio Bevarelli titolare di Calonga è di corta data, ma la passione comune, gli interessi e il nostro spirito ha fatto si che il nostro rapporto si profondasse | | | Così la bella ed allegra brigata A.I.E.S. sabato 25 mattina, caricato le macchine di buoni propositi, interesse e soprattutto di tagliatelle, ha pensato bene di unirsi ai vacanzieri ed ai pendolari della tintarella, ma con una meta diversa, ed ha così affrontato l’assolata e calda autostrada adriatica per raggiungere la bella e rinomata cantina di Calonga nel forlivese. | | | La mattinata è trascorsa ad ammirare le vigne e tutta la cantina, tra cui spiccava una bella e soprattutto iperfresca barricaia. | | | In attesa del pranzo abbiamo stappato e degustato due interessanti bianchi, il Pagadebit secco e l’Albana di Romagna. Due vini che non sono il caposaldo dell’azienda e proprio per questo hanno destato monto interesse, stupendo per profumi e particolarità di gusto. Il primo il Pagadebit del 2008 è un vino semplice, facile da bere con un naso pulito con sensazioni floreali e fruttate di rilievo, valori di intensità e persistenza molto gradevoli i. Semplice anche al palato. Pulito con sensazioni floreali e fruttate. | | | L’assaggio successivo era l’Albana del 2008 anche in questo caso si tratta di un tipico prodotto di Romagna, il primo bianco a livello nazionale a potersi fregiare della DOCG. il nostro calice presentava bei riflessi luminosi, cristallini, il colore è un bel giallo paglierino Al naso mette in evidenza con buona intensità belle nuances di pesca gialla che tende al maturo, compensate successivamente da riverberi agrumati e da un sottofondo di mandorla tostata, il tutto avvolto in un delicato bouquet floreale. | Nell'assaggiarlo se ne apprezza immediatamente la dote di freschezza e piacevolezza; la salivazione è intensa e stimola l'appetito. Sarà per questo che subito dopo abbiamo messo l’acqua sul fuoco… pochi minuti una manciata di sale e le tagliatelle rigorosamente fatte a mano erano pronte. | | | 
| | | Con le tagliatelle abbiamo apprezzato il Bruno, sangiovese base dell’azienda. Il vero nome di questo vino invece che Bruno sarebbe dovuto essere Franco per via della franchezza che il calice metteva in evidenza, un vero sangiovese, di quelli che si facevano una volta. Ogni passaggio al naso od alla bocca metteva in evidenza la franchezza della Romagna. Profumi tipici di fiori quali viole e piccoli frutti di sottobosco lasciavano la strada ad un gusto piacevole mai invasivo che invogliava all’assaggio successivo. | | | Le tagliatelle che stavamo mangiando hanno richiesto il bis, così noi siamo passati ad assaggiare la perla dell’azienda quel Michelangiolo che ha riscosso premi su premi. Un invidiabile Sangiovese, dove si apprezza il mix tra sapienza e territorio, l’abilità di Maurizio è stata messa in risalto in questo vino, che riempie il calice di un rosso rubino pieno e brillante, profumi notevoli di sottobosco si mescolano alla frutta matura e sotto spirito, per chiudersi attorno a note speziate che denotano un sapiente uso della barrique. Anche in bocca si apprezza con una eleganza e finezza che invogliano al sorso successivo. La notevole struttura e corposità è rafforzata da un tannino mai aggressivo. | | | Finite le tagliatelle siamo passati agli ottimi salumi di qualità fatti dalle sapienti mani di Maurizio e ai formaggi del nostro presidente Marco Gilli, che ben si sposavano con il Cabernet Castellione che abbiamo degustato in anteprima. Ancora privo dell’etichetta in quanto entrerà in commercio solamente a settembre. Si tratta di un cabarnet di gusto abbastanza internazionale con un colore rosso rubino limpido e concentratissimo. Impatto olfattivo privilegia la ciliegia, e notevoli sono anche le spezie quali pepe nero e noce moscata in primis, presenti anche le caratteristiche note vegetali. Decisa la bocca con estratto e trama alcolica di grande importanza. Tannini morbidi nonostante l’imponenza e molto lunga la persistenza. La chiusura richiedeva il dolce… non poteva quindi mancare l’albana passito Kiria col suo colore dorato vivaci riflessi giovanili. | | Profumo intenso con piacevoli sensazioni di spezie orientali quali cumino e coriandolo. Poi frutta passita e candita, fico e albicocca disidratata, frutta sotto spirito e mostarda a gogò. Interessante in bocca dove ha mostrato la pienezza e la dolcezza mai stucchevole. Molto lungo di persistenza che denotava note vanigliate e di miele di acacia che si mescolavano con la gradevole freschezza. | | | Inutile aggiungere che il tutto è stato condito dall’allegria che solo le scampagnate in compagnia sanno infondere, così in un baleno è arrivato il momento del ritorno, con pancia e mente piene di cibo e serenità. Ora arrivano davvero le sospirate vancanze, ma a settembre si riparte altre cantine ci aspettano e la voglia di stare assieme ci porterà in altre mete. | | | 
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